on Dicembre 24, 2025 at 10:00 pm Natale 2025 a Berlino: guida alle 7 mostre da non perdere​Redazione

on Dicembre 24, 2025 at 10:00 pm Natale 2025 a Berlino: guida alle 7 mostre da non perdere​Redazione

Nonostante le temperature rigide, Berlino può essere una città molto piacevole da esplorare anche durante le festività natalizie. Tanto più a fronte di una ricca agenda culturale. Qui una guida agile alle principali mostre in corso tra musei e gallerie: tra retrospettive e installazioni contemporanee, fotografia d’autore e indagini su simboli senza tempo.
Neue Nationalgalerie – Max Ernst to Dorothea Tanning: Networks of Surrealism
Max Ernst to Dorothea Tanning. Exhibition view at Neue Nationalgalerie. Photo David von Becker. Courtesy Bild Kunst
La Neue Nationalgalerie omaggia il Surrealismo, seguendo la scia del centenario della fondazione del movimento, celebrato nel 2024. Il punto di partenza è stata l’indagine sulla provenienza delle opere della Collezione Ulla e Heiner Pietzsch, ora di proprietà del museo: la mostra ripercorre le peripezie di dipinti e sculture della raccolta, da Parigi, luogo d’origine del movimento surrealista, a Bruxelles, verso altre città europee; e attraverso il nazismo e la Seconda Guerra Mondiale, fino all’esilio negli Stati Uniti. Si ricostruisce, così, grazie alle opere in mostra e alle vicissitudini del Surrealismo, una rete di rapporti collezionistici, sodalizi, evocando anche persecuzioni, fughe, nuovi inizi dall’altra parte dell’oceano passioni collezionistiche e legami industriali, ma anche di perdite, persecuzioni e nuovi inizi dall’altra parte dell’oceano. E fino al 25 gennaio il museo presenta anche il progetto The Clock di Christian Marclay, opera video di 24 ore che conduce gli spettatori attraverso un secolo di storia del cinema. Dal suo debutto a Londra nel 2010, l’opera è diventata un successo globale, esposta in importanti musei come il MoMA di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi. Ora arriva a Berlino per la prima volta.
Fino al primo marzo 2026Neue NationalgaleriePotsdamer Straße 50
Alte Nationalegalerie – The Scharf Collection
The Scharf Collection, exhibition view at Alte Nationalgalerie, Berlino, 2025. Courtesy Staatliche Museen zu Berlin, photo David von Becker
La Scharf Collection è una raccolta privata tedesca di arte francese del XIX e XX Ssecolo e di arte contemporanea internazionale, che all’Alte Nationalgalerie, nell’isola dei musei berlinese, viene presentata per la prima volta nella sua interezza. La mostra propone una selezione di circa 150 opere, tra cui capolavori di Goya, Auguste Renoir, Pierre Bonnard, Edgar Degas e Claude Monet (e stampe di Toulouse-Lautrec), e permette di viaggiare dal Realismo francese agli Impressionisti e cubisti francesi, fino all’arte contemporanea. Un’attrazione speciale è una selezione della collezione completa di stampe di Henri de Toulouse-Lautrec.
Fino al 15 febbraio 2026Alte NationalgalerieBodestraße 1
Hamburger Banhof – Delcy Morelos, Madre
Delcy Morelos, Madre, 2025. Courtesy the artist and Marian Goodman Gallery. Photo Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie – Jacopo La Forgia
La prima personale di Delcy Morelos (Tierralta, 1967) in Germania ha le sembianze di una monumentale installazione che esplora la connessione tra uomo e natura e il tema della rigenerazione della terra negli spazi dell’Hamburger Banhof. L’artista colombiana si confronta con le sculture di Joseph Beuys, esposte qui permanentemente.Fino a maggio 2026 si visita anche una completa rassegna sull’opera dell’artista berlinese Annika Kahrs (1984), che esplora il ruolo sociale e culturale della musica attraverso video, installazioni sonore e performance dal vivo.
Fino al 25 gennaio 2026Hamburger Banhof – Museum für GegenwartInvalidenstraße 51
Berlinische Galerie – Raoul Hausmann: Vision. Provokation. Dada
Raoul Hausmann, exhibition view at Berlinische Galerie. Courtesy Berlinische Galerie
La Berlinische Galerie propone un esaustivo ritratto tra arte e vita privata di Raoul Hausmann. Dadaista, tra gli inventori del collage, ideò anche apparati sinestetici, scrisse testi sperimentali, realizzò performance che esploravano il rapporto tra corpo, suono e spazio, da pioniere dell’arte multimediale. Per tutta la vita fu desideroso di rompere le convenzioni e di andare controcorrente. La mostra presenta circa 200 opere provenienti da collezioni tedesche e straniere, che mettono in risalto la sua influenza sulle generazioni successive di artisti.
Fino al 16 marzo 2026Berlinische GalerieAlte Jakobstraße 124
Gropius Bau – Diane Arbus: Konstellationen
Diane Arbus, Konstellationen at Gropius Bau
In collaborazione con il LUMA di Arles, il Gropius Bau presenta la mostra più completa mai realizzata sull’opera di Diane Arbus, che trascorse gran parte della sua carriera, dalla fine degli Anni Cinquanta al 1971, fotografando New York, e offrendo un ritratto veritiero della vita negli Stati Uniti nel dopoguerra. I suoi soggetti includevano coppie, bambini, drag queen, nudisti, passanti di New York, famiglie di periferia, artisti circensi, intellettuali e celebrità. Il progetto propone più di 450 scatti, molti dei quali esposti per la prima volta, e senza un andamento cronologico o tematico, ma come fossero una costellazione nella quale ciascuno può trovare risonanze e relazioni.
Fino al 18 gennaio 2026Gropius BauNiederkirchnerstraße 7
Amerika Haus – Close Enough: Perspectives by Women Photographers of Magnum
Looking for tenderness, Beirut, Lebanon, 2018. Photo Myriam Boulos Magnum Photos
Indaga il rapporto tra la macchina fotografica e il suo soggetto la mostra in scena all’Amerika Haus nello spazio di C/O Berlin, che riunisce gli scatti di tredici fotografe dell’agenzia Magnum. Il progetto si concentra, dunque, sulla vulnerabilità umana, esplorando le tangenze tra la fotografia documentaria e l’interpretazione personale delle artiste, che si concentrano sui concetti di identità, femminilità, giustizia sociale, rappresentazione e conflitto. Alla collettiva partecipano Olivia Arthur, Myriam Boulos, Sabiha Çimen, Cristina de Middel, Bieke Depoorter, Carolyn Drake, Cristina García Rodero, Nanna Heitmann, Susan Meiselas, Hannah Price, Lúa Ribeira, Alessandra Sanguinetti e Newsha Tavakolian.
Fino al 28 gennaio 2026C/O BerlinAmerika HausHardenbergstraße 22
Museum Barberini, Potsdam – Unicorn: The mythical creature in art
Unicorn at Museum Barberini. Photo Jens Ziehe
Alle porte di Berlino, il Museum Barberini dedica una ricognizione artistica all’animale mitico per eccellenza: testimonianze della simbologia legata all’unicorno si trovano nell’arte cristiana ed extraeuropea, nella scienza e nella medicina. La mostra parte dalla sua iconografia, attraverso oltre 100 opere provenienti da collezioni internazionali, tra cui il Rijksmuseum di Amsterdam, il Museo Nacional del Prado di Madrid, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Szépművészeti Múzeum di Budapest, per coprire un arco temporale che dal 2000 a.C. conduce ai giorni nostri. Un viaggio nel tempo tra dipinti e stampe, sculture, manoscritti e arazzi. Con l’opportunità di ammirare capolavori di Arnold Böcklin, Albrecht Dürer, Angela Hampel, Gustave Moreau, Joachim Sandrart, Marie Cecile Thijs.
Fino al primo febbraio 2026Museum BarberiniHumboldtstraße 5-6Potsdam
L’articolo “Natale 2025 a Berlino: guida alle 7 mostre da non perdere” è apparso per la prima volta su Artribune®.
 Se la destinazione delle vostre vacanze di Natale è Berlino, ecco come orientarsi nella ricca agenda culturale della capitale tedesca, tra capolavori dei grandi maestri dell’arte e installazioni contemporanee
L’articolo “Natale 2025 a Berlino: guida alle 7 mostre da non perdere” è apparso per la prima volta su Artribune®.  

Nonostante le temperature rigide, Berlino può essere una città molto piacevole da esplorare anche durante le festività natalizie. Tanto più a fronte di una ricca agenda culturale. Qui una guida agile alle principali mostre in corso tra musei e gallerie: tra retrospettive e installazioni contemporanee, fotografia d’autore e indagini su simboli senza tempo.
Neue Nationalgalerie – Max Ernst to Dorothea Tanning: Networks of Surrealism
Max Ernst to Dorothea Tanning. Exhibition view at Neue Nationalgalerie. Photo David von Becker. Courtesy Bild Kunst
La Neue Nationalgalerie omaggia il Surrealismo, seguendo la scia del centenario della fondazione del movimento, celebrato nel 2024. Il punto di partenza è stata l’indagine sulla provenienza delle opere della Collezione Ulla e Heiner Pietzsch, ora di proprietà del museo: la mostra ripercorre le peripezie di dipinti e sculture della raccolta, da Parigi, luogo d’origine del movimento surrealista, a Bruxelles, verso altre città europee; e attraverso il nazismo e la Seconda Guerra Mondiale, fino all’esilio negli Stati Uniti. Si ricostruisce, così, grazie alle opere in mostra e alle vicissitudini del Surrealismo, una rete di rapporti collezionistici, sodalizi, evocando anche persecuzioni, fughe, nuovi inizi dall’altra parte dell’oceano passioni collezionistiche e legami industriali, ma anche di perdite, persecuzioni e nuovi inizi dall’altra parte dell’oceano. E fino al 25 gennaio il museo presenta anche il progetto The Clock di Christian Marclay, opera video di 24 ore che conduce gli spettatori attraverso un secolo di storia del cinema. Dal suo debutto a Londra nel 2010, l’opera è diventata un successo globale, esposta in importanti musei come il MoMA di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi. Ora arriva a Berlino per la prima volta.
Fino al primo marzo 2026Neue NationalgaleriePotsdamer Straße 50
Alte Nationalegalerie – The Scharf Collection
The Scharf Collection, exhibition view at Alte Nationalgalerie, Berlino, 2025. Courtesy Staatliche Museen zu Berlin, photo David von Becker
La Scharf Collection è una raccolta privata tedesca di arte francese del XIX e XX Ssecolo e di arte contemporanea internazionale, che all’Alte Nationalgalerie, nell’isola dei musei berlinese, viene presentata per la prima volta nella sua interezza. La mostra propone una selezione di circa 150 opere, tra cui capolavori di Goya, Auguste Renoir, Pierre Bonnard, Edgar Degas e Claude Monet (e stampe di Toulouse-Lautrec), e permette di viaggiare dal Realismo francese agli Impressionisti e cubisti francesi, fino all’arte contemporanea. Un’attrazione speciale è una selezione della collezione completa di stampe di Henri de Toulouse-Lautrec.
Fino al 15 febbraio 2026Alte NationalgalerieBodestraße 1
Hamburger Banhof – Delcy Morelos, Madre
Delcy Morelos, Madre, 2025. Courtesy the artist and Marian Goodman Gallery. Photo Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie – Jacopo La Forgia
La prima personale di Delcy Morelos (Tierralta, 1967) in Germania ha le sembianze di una monumentale installazione che esplora la connessione tra uomo e natura e il tema della rigenerazione della terra negli spazi dell’Hamburger Banhof. L’artista colombiana si confronta con le sculture di Joseph Beuys, esposte qui permanentemente.Fino a maggio 2026 si visita anche una completa rassegna sull’opera dell’artista berlinese Annika Kahrs (1984), che esplora il ruolo sociale e culturale della musica attraverso video, installazioni sonore e performance dal vivo.
Fino al 25 gennaio 2026Hamburger Banhof – Museum für GegenwartInvalidenstraße 51
Berlinische Galerie – Raoul Hausmann: Vision. Provokation. Dada
Raoul Hausmann, exhibition view at Berlinische Galerie. Courtesy Berlinische Galerie
La Berlinische Galerie propone un esaustivo ritratto tra arte e vita privata di Raoul Hausmann. Dadaista, tra gli inventori del collage, ideò anche apparati sinestetici, scrisse testi sperimentali, realizzò performance che esploravano il rapporto tra corpo, suono e spazio, da pioniere dell’arte multimediale. Per tutta la vita fu desideroso di rompere le convenzioni e di andare controcorrente. La mostra presenta circa 200 opere provenienti da collezioni tedesche e straniere, che mettono in risalto la sua influenza sulle generazioni successive di artisti.
Fino al 16 marzo 2026Berlinische GalerieAlte Jakobstraße 124
Gropius Bau – Diane Arbus: Konstellationen
Diane Arbus, Konstellationen at Gropius Bau
In collaborazione con il LUMA di Arles, il Gropius Bau presenta la mostra più completa mai realizzata sull’opera di Diane Arbus, che trascorse gran parte della sua carriera, dalla fine degli Anni Cinquanta al 1971, fotografando New York, e offrendo un ritratto veritiero della vita negli Stati Uniti nel dopoguerra. I suoi soggetti includevano coppie, bambini, drag queen, nudisti, passanti di New York, famiglie di periferia, artisti circensi, intellettuali e celebrità. Il progetto propone più di 450 scatti, molti dei quali esposti per la prima volta, e senza un andamento cronologico o tematico, ma come fossero una costellazione nella quale ciascuno può trovare risonanze e relazioni.
Fino al 18 gennaio 2026Gropius BauNiederkirchnerstraße 7
Amerika Haus – Close Enough: Perspectives by Women Photographers of Magnum
Looking for tenderness, Beirut, Lebanon, 2018. Photo Myriam Boulos Magnum Photos
Indaga il rapporto tra la macchina fotografica e il suo soggetto la mostra in scena all’Amerika Haus nello spazio di C/O Berlin, che riunisce gli scatti di tredici fotografe dell’agenzia Magnum. Il progetto si concentra, dunque, sulla vulnerabilità umana, esplorando le tangenze tra la fotografia documentaria e l’interpretazione personale delle artiste, che si concentrano sui concetti di identità, femminilità, giustizia sociale, rappresentazione e conflitto. Alla collettiva partecipano Olivia Arthur, Myriam Boulos, Sabiha Çimen, Cristina de Middel, Bieke Depoorter, Carolyn Drake, Cristina García Rodero, Nanna Heitmann, Susan Meiselas, Hannah Price, Lúa Ribeira, Alessandra Sanguinetti e Newsha Tavakolian.
Fino al 28 gennaio 2026C/O BerlinAmerika HausHardenbergstraße 22
Museum Barberini, Potsdam – Unicorn: The mythical creature in art
Unicorn at Museum Barberini. Photo Jens Ziehe
Alle porte di Berlino, il Museum Barberini dedica una ricognizione artistica all’animale mitico per eccellenza: testimonianze della simbologia legata all’unicorno si trovano nell’arte cristiana ed extraeuropea, nella scienza e nella medicina. La mostra parte dalla sua iconografia, attraverso oltre 100 opere provenienti da collezioni internazionali, tra cui il Rijksmuseum di Amsterdam, il Museo Nacional del Prado di Madrid, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Szépművészeti Múzeum di Budapest, per coprire un arco temporale che dal 2000 a.C. conduce ai giorni nostri. Un viaggio nel tempo tra dipinti e stampe, sculture, manoscritti e arazzi. Con l’opportunità di ammirare capolavori di Arnold Böcklin, Albrecht Dürer, Angela Hampel, Gustave Moreau, Joachim Sandrart, Marie Cecile Thijs.
Fino al primo febbraio 2026Museum BarberiniHumboldtstraße 5-6Potsdam
L’articolo “Natale 2025 a Berlino: guida alle 7 mostre da non perdere” è apparso per la prima volta su Artribune®.
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